L’intercettazione della depressione in un laboratorio di gruppo e la risposta terapeutica

Incontrammo la signora Adele ad un laboratorio dedicato all’allenamento della memoria di Anziani in Mente, organizzato nel centro di socialità del quartiere. La signora, su consiglio di una sua vicina di casa che aveva già frequentato il laboratorio, decise di partecipare.
La psicologa conduttrice del laboratorio, si accorse che Adele era in difficoltà: parlava poco, aveva l’espressione assente, faticava a terminare anche semplici esercizi di memoria.
Dopo qualche incontro, la psicologa propose ad Adele di scambiare due parole in privato. Fu così che Adele si apri e raccontò di sentirsi molto giù di morale, sempre triste, con poca voglia di fare, oltre a pensare e ripensare sempre a suo marito scomparso da cinque anni. L’operatrice, allora, propose alla signora di continuare quelle “chiacchierate” anche nelle settimane successive.
Adele, seppur inizialmente riluttante, accettò la proposta di un ciclo di colloqui nei quali affrontare i sentimenti della perdita del marito, della solitudine che l’aveva avvolta e della sensazione di vuoto che la accompagnava ogni giorno.
La nostra professionista l’aiutò a ripensare alla propria vita al di fuori della coppia e le consigliò alcuni esercizi per riattivare l’umore. In parallelo, Adele continuò a frequentare i laboratori di Anziani in Mente.
Dopo un paio di mesi, lo stato emotivo di Adele migliorò: nei laboratori la sua partecipazione divenne più attiva, iniziò a parlare di più, a sorridere e a completare gli esercizi con maggiore facilità. Diventò più vivace, partecipava e aperta a instaurare nuove amicizie.
Grazie al supporto costante e alla partecipazione attiva al laboratorio, Adele riuscì a ritrovare un equilibrio emotivo. Sebbene la mancanza del marito rimanesse una ferita nel suo cuore, Adele imparò a vivere con quel dolore, trasformandolo in una fonte di forza e resilienza.
L’orientamento dei famigliari dopo la diagnosi di demenza
La famiglia Rossi viveva in un tranquillo quartiere di periferia. Giovanni, il padre di 75 anni, era sempre stato il pilastro della famiglia. Dopo una vita di lavoro come insegnante, si godeva la pensione accanto a sua moglie, Maria, e alla loro figlia, Anna, che...
La riabilitazione cognitiva dopo le dimissioni ospedaliere
Elga, una signora di 85 anni ancora autonoma, era stata ricoverata in ospedale per un’emorragia cerebrale. Sebbene i medici fossero riusciti a stabilizzare la sua condizione fisica, alla dimissione, avevano indicato la necessità di una riabilitazione cognitiva per...
SCOPRI DI PIù
Anziani in Mente è un progetto promosso da Sociosfera Onlus e sostenuto da donazioni private



